Calvi Risorta
Quattro presepi artistici in Cattedrale e alla Piccola Lourdes

Paolo Mesolella

Questo Natale a Calvi Risorta ci sono quattro presepi artistici da vedere: due allestiti nella cattedrale di S. Casto ed uno, stabile, sul santuario della "Piccola Lourdes". Quelli in cattedrale sono molto diversi tra loro: il primo, sul presbiterio, è costato 12 milioni solo per i sette pastori: S. Giuseppe, la Madonna, Gesù Bambino, il bue, l'asinello e due zampognari. (Costati un milione e 700.000 lire ciascuno). Di altezza naturale, sono stati realizzati dalla bottega Scipioni di Napoli e sono stati donati alla cattedrale da Capuano Lorenzina, un'anziana benefattrice di Calvi. Il secondo presepe, più grande, è stato allestito nella seconda cappella laterale destra della cattedrale da Rino Zona, Maurizio Sisinni, Pietro Bucciaglia e Peppino Grimaldi. Rappresenta scorci di vita calena, dal paesaggio  ai vecchi mestieri. Un centinaio di pastori si muovono in un ambiente molto suggestivo. C'è un asino nella grotta che muove la macina delle olive, ci sono greggi e pastori che camminano sulle montagne e angeli che girano sulla volta celeste. Poi ci sono le case, da quella nobile (con i quadri dipinti a mano all'interno) a quella rustica, con  fienili e casoni per gli animali.
Il terzo presepe, invece, è più moderno ed è stato realizzato da Enzo Rossi con blocchi di legno. I pastori, tutti ad altezza naturale, riempiono la prima cappella laterale sinistra della cattedrale. Sul fondo la natività, con la Madonna, s. Giuseppe e Gesù Bambino; più avanti i re Magi, alcuni pastori e delle grandi palme. Un presepe scenografico, nonostante la semplicità delle figure in esposizione. Il presepe realizzato sulla "Piccola Lourdes" di Visciano invece è un'opera di Giovanni Di Maio, autotrasportatore caleno con l'hobby dei presepi. Ne ha realizzati di tutte le dimensioni, da quello piccolissimo che porta sempre con sè nel suo camion in giro per l'Europa, a quello costruito sul santuario caleno. Formato da 30 grandi pastori, ha richiesto per la sua realizzazione ben 300 chili di sughero e 400 lampadine che illuminano ogni angolo del paesaggio palestinese, fedelmente ricostruito con corsi d'acqua, grotte e botteghe. Il presepe si snoda attraverso tre grandi "vedute": a destra quella medievale, con il castello e i mulini ad acqua sul lago; a sinistra quella classica
dell'Ottocento napoletano, con vagabondi, vignai, pastori e bottegai; al centro, infine, Bethlemme, con la grotta e la suggestiva Natività.

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