Calvi Risorta
Concorso Vigili Urbani: l'opposizione accusa il Sindaco di "politica familiare"

Paolo Mesolella

Diceva Croce che la Storia in qualche modo è sempre storia contemporanea. E questo perché con gli anni non si smentisce mai. E così se un tempo c'era nepotismo tra papi, vescovi e cardinali, oggi il nepotismo c'è lo stesso, ma tra politici e amministratori più o meno locali. Questo almeno è quel che pensa la gente, e spesso le coincidenze non fanno altro che peggiorare la situazione. E' il caso di questi giorni a Calvi Risorta: il tanto atteso concorso per due posti di Vigile urbano (al quale hanno partecipato un'ottantina di persone) sta per concludersi ma con due vincitori parenti del sindaco Caparco. E questa circostanza ha fatto gridare allo scandalo nell'opposizione che con centinaia  di volantini e manifesti pubblici, affissi lungo le strade del paese, domenica scorsa ha accusato senza mezzi termini il sindaco Caparco di tenere una politica "spudoratamente familiare"."Quello che ha maggiormente colpito tutti i cittadini di Calvi, ha scritto il gruppo consiliare Cales 2000 nei manifesti pubblici, è stato il grande amore che il Primo Cittadino nutre per la sua famiglia. Dopo l'apoteosi del fratello, assurto ai massimi vertici della carriera, mortificando la professionalità di altri dipendenti, viene ora il turno di altri due componenti della dinastia Caparco che sembrano sulla buona strada per seguirne le fortune. Infatti - continuano Nicola Merola, Alessandro Fattore, Ermanno Izzo e Alfonso Leone, sottoscrittori del manifesto - , fra le diverse decine di concorrenti caleni al concorso per vigili, sono gli unici ad aver superato la prova scritta". Il Gruppo consiliare Cales 2000, quindi accusa il sindaco di fare una "politica spudoratamente familiare", e gli assessori Capezzuto, Cotecchia, Elia e Ventriglia,  di appoggiarla "allineati e coperti" per non perdere il proprio assessorato. Un'accusa quella del gruppo di opposizione Cales 2000 molto chiara ed esplicita. Ma non è l'unica. A questa infatti se ne aggiungono delle alte: "una politica vessatoria del sistema impositivo che, specie con gli accertamenti ICI, spesso assurdi e cervellotici, ha sottoposto molti cittadini a lunghi, gravosi ed onerosi adempimenti  a tutela delle proprie ragioni; poca attenzione nei riguardi della scuola "dove manca ancora il materiale per il buon funzionamento degli uffici scolastici". Infine, la scarsa sensibilità verso i lavoratori aderenti al progetto LPU e "menefreghismo" nell'affrontare la questione dei Lavoratori Socialmente Utili. Un anno fa, infatti, 20 giovani lavoratori impegnati nella raccolta differenziata vennero mandati a casa a beneficio dei lavoratori del Consorzio CE4. Al termine del finanziamento statale infatti l'amministrazione affidò il servizio svolto dai lavoratori del pacchetto Treu a quelli del consorzio per lo smaltimento dei rifiuti CE4., scatenando tra l'altro una guerra tra poveri. Sono pesanti quindi le accuse dell' opposizione all'amministrazione Caparco, e se dovessero avere fondamento, anche molto gravi.

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